22 ottobre 2017



Si avvicina il Redhat Open source day ( #redhatosd ) dell'anno 2017, così ho pensato di scrivere due righe
su quello passato l'anno scorso a Milano.
Dopo la registrazione, ho aspettato nell'area principale di raccolta l'intervento di apertura, e la presentazione della mattinata.
Gli interventi sono stati tenuti da,
Werner Knoblich
Tommaso Pellizzari
Jim Whitehurss

Curioso a mio parere è stato quello di un project manager di Unicredit ( non ricordo il nome ), che
ha mostrato come dall'anno 2013, la banca si è impegnata nel rendere efficiente il loro CRM.
Tramite le tecnologie di Teradata, Oracle, si sono posti di mettere al centro i sistemi dove sono installati
Adop, e di portarli ad uso verticale.
Quest'ultimo software da solo non funzionava correttamente per il loro business, quindi hanno creato una 'line'
dedicata che portasse il dato al centro del gruppo.
Hanno inoltre spostato il risk managent verso il concetto di big-data. Gli sviluppatori si sono così trovati
sotto la punta della piramide. Il succo di questo discorso, era di confermare che i sistemi operativi adottati
per questa conversione, sono stati quelli di Redhat.
Portando poi l'esempio di parte del loro codice sorgente pubblico, disponibile qui,
l'intervento si è concluso, che le banche non possono basarsi nel lungo futuro su dei 'core' proprietari.
Altri interventi sono stati seguiti da responsabili o CTO, di Aviva, Digital Twins, Ibm Itlay, Intel, e Fujitsu.
Interessanti, ma non hanno toccato punti descrittivi come quelli di Unicredit.

Pausa pranzo di circa un'ora, quindi nel vivo delle sessioni pratiche.
Sono appassionato dell'evoluzione del mondo Linux, quindi ho preso posto in'aula dove veniva descritto il funzionamento
del sistema di controllo Selinux, in uno spazio container (per di più virtualizzato).
Secondo i relatori ( se ho trscritto correttamente due dipendendi di Assembly Data System ), una pessima idea di molte
realtà commerciali, è lo spegnimento del sistema di controllo Selinux, e l'attivazione della sua
modalità permissiva.
Dopo aver mostrato Kubertnutes, basato su Open Shift versione 3, sono entrati nel vivo della sessione pratica,
descrivendo i concetti di MAC ( Mandatory accesso control ) e DAC ( Discrectionary access control ), i quali permettono ad alcuni utenti
del sistema operativo, di eseguire funzioni di amministratore root.
ADS ( Assembly Data System ) ha investito in Selinux la creazione di un software che attua come raccoglitore di eventi,
soprattutto per la nota società italiana TIM.
Il software usato dagli addetti TIM, tende a prteggere il sistema ( sfruttando Selinux ) dalle minaccie zerodays.
La demo poi tenuta da ADS ( in circa venti minuti ), ha messo in mostra il funzionamento del software, in relazione a degli eventi presenti nella memoria
del sistema operativo, generando delle situaziondi di point of contact ( POC ).

La seconda sessione alla quale ho assistito, è stata organizzata da Delphis Informatica di Genova.
Virtualizzazione e Disaster Recovery con RHEV.
In questo caso i sistemi operativi di Redhat, sono stati installati in sistemi IBM Z, nella società P.L. Ferrari di Genova,
armatori navali che assicurano una serie di navi al loro interno.
I sistemi principali nei quali attuare il Disaster Recovery, sono due,
le transazioni commerciali tra le sedi di Genova, Ferrara e Pireo, ed il centro di posta elettronica ( basato con il software Communigate).
Disaster recovery, permette quindi di mantenere attive le principali funziondi di, postgres replication, più interazioni fra i software, digitalizzazione dello storico,
e integrazione delle rubriche.
La strategia in caso di disater recovery è basata sulla spedizione dei dati verso la sede di Napoli,
nella notte, e in caso di problemi gravi nella sede di Genova, ruotare gli indirizzi IP nella sede della città
partenopea.

Terminata questa sessione, ExtraOrdi ha mostrato i corsi di certificazione Redhat. Terminata anche questa,
Silvia Speranza di Alfresco ha mostrato la gestione dei contenuti con il loro software.

Ultima sessione invece è stata presentata da Nuage. Si tratta di una soluzione End to End, dal datacenter sino alla sede periferica.Quindi i dati possono essere distribuiti ed utilizzati indipendentemente dalla posizione.
Se è necessario spostare una macchina da un datacenter, verso altro, potremo mantenere le stesse policy di sistema.
Il prodotto NuageX viaggia tramite protocollo UDP, ed in molti casi reali viene utilizzato con tecnologia MPLS.


Al termine delle sessioni, è stata presentata la fine sessione lavori e l'estrazione dei premi messi in paglio al mattino,
smathphone iphone ed oneplus, costruzioni lego eccetera.


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