23 settembre 2018

Ben tornati alla recensione di un'altra gita minimale organizzata dall'agenzia del volatile marittimo (sede a Cornate D'Adda e Merate), la muraglia cinese italiana.
Partenza alle ore cinque e quaranta (nel mio caso il 16 settembre da Verderio) quindi proseguimento a Vimercate, dove il gruppo piu` numeroso di partecipanti ci attendeva.
Sosta d trenta minuti alle ore otto in un autogrill nei pressi località Faletta, proseguimento per Fenestrelle (TO).
Arrivo ore circa nove e trenta fuori dalla fortezza, tempo per fare quattro passi nel cortile ed incontro con le guide dell'associazione onlus locale.

I pullman Dossena in sosta all'arrivo.




La guida assegnata al nostro gruppo di cinquanta persone circa è stato George, esperto della storia del forte, accompagnato
dal suo cane femmina di nome Brownie.
Due foto di Brownie.





George ha iniziato la visita mostrandoci il modellino plastico del forte, elencando inoltre alcune battaglie sostenuto dai soldati piemontesi nei secoli
di vita attiva della fortezza. Per poi accompagnarci alla stanza (o cella, vedete voi come classificarla) dove risiedeva carcerato il cardinale Pacca.
Particolari curiosi e storia della vita carceraria del cardinale.


Discesa nelle cucine. Ai piani di sotto si trovano le cucine, i forni ed il pozzo di acqua alimentato da un'alta sorgente.
Le scale di discesa sono abbastanza buie, George infatti ha tenuto sempre con se una picolla torcia abbastanza luminosa, in modo da
illuminare i gradini per le persone a fianco di lui. Consiglierei a chi non avesse una piccola torcia nel cellulare, di portarne una vera,
se non ama il buio nelle scale o in altri corridoi del forte.
Un corridoio che porta alle cucine, illuminato dal flash della macchina fotografica.



Il pozzo, utilizzato come riserve d'acqua per il raffreddamento dei cannoni, e per la cucina.



Risalita al piazzale della chiesa, quindi spiegazione di George alla polveria, del sistema parafulmine (per proteggere la polvere da sparo del forte),
prima che venisse installata una gabbia di Faraday.


Proseguimento per la Garitta del diavolo, e spiegazione del perchè di questo nome.

Una foto della salita lungo la prima galleria di circa quattrocentonovanta scalini che porterà sotto alla scalinata della Garitta.


Questa foto l'ho scattata dalla Garitta, esprime il dislivello dal parcheggio auto fino ad essa.


Discesa per raggiungere il ristorante alle ore tredici circa, quindi pranzo organizzato ed incluso nella gita minimale.
Alle ore 15:30 circa, la guida del primo gruppo ha spiegato altri dettagli della parte finale della Palazzina d'entrata della porta Reale,
e il funzionamento della mura della Tenaglia di S. Ignazio.
Partenza per rientro, alle ore 16:30.


Considerazioni finali.
Se dovessimo mischiare l'architettura, la posizione del complesso immerso nella Val di Chisone, il lavoro dei volontari che mantengono
visitabile e documentata la vita del forte, il punteggio sarebbe oltre il numero dieci.
Una gita minimale che deve essere vissuta, anche d'inverno se ci fosse l'occasione, perchè il forte avrebbe molto da raccontare.
Diamo un punteggio all'organizzatore della gita, chi ha venduto il biglietto, un pieno sette. Ci sono degli aspetti da considerare,
ad esempio il tempo pomeridiano per continuare il percorso oltre la Garitta è breve. Secondo i volontari della onlus, il giorno della gita,
non era neppure possibile oltrepassare la Garitta, per motivi tecnici.
Originale però la scelta dell'organizzatore, di far conoscere il forte, e trovare guide valide, sapienti di dettagli ed appassionati di storia.



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